La documentazione fiscale che ti diamo, e come la usa il commercialista
Il 19% oltre la franchigia di 129,11 € vale anche sulle cure fatte a Tirana. Serve la fattura e il pagamento tracciabile: è il dettaglio che a molti fa perdere la detrazione.

In questa pagina
Le spese sanitarie sostenute all'estero si detraggono nella dichiarazione dei redditi alle stesse condizioni di quelle italiane. Non è un cavillo né una zona grigia: è la regola ordinaria sulle spese sanitarie.
Quello che cambia rispetto a una fattura del dentista sotto casa è la parte pratica. Ecco cosa ti serve e cosa ti diamo.
Quanto si recupera
Il 19% della spesa, sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 €.
Su un trattamento da 6.000 €: (6.000 meno 129,11) × 19% ≈ 1.115 € di detrazione dall'IRPEF. Non è un rimborso in contanti (è meno imposta da pagare), ma è denaro vero.
⚠️ La detrazione si recupera solo se hai capienza IRPEF sufficiente. Chi ha redditi bassi o è incapiente può recuperarne meno o nulla: è una verifica da fare col commercialista prima di contarci.
La condizione che fa perdere tutto: il pagamento
Per le spese sanitarie serve il pagamento tracciabile: carta, bancomat, bonifico. Il contante fa perdere la detrazione.
Su un lavoro da 6.000 € pagato in contanti butti via più di mille euro senza accorgertene, ed è l'errore che vediamo più spesso, perché all'estero la tentazione del contante è più forte.
Conserva la ricevuta della transazione o la contabile del bonifico insieme alla fattura. Sono un documento solo, ai fini pratici.
Cosa ti consegniamo
- La fattura intestata a te, con l'elenco delle prestazioni sanitarie.
- La documentazione della natura sanitaria delle prestazioni, che è la cosa che il commercialista guarda per primo.
- La prova del pagamento, se effettuato in clinica con carta.
Il fascicolo si ritira prima di ripartire (è uno dei cinque documenti), ma possiamo anche rimandartelo per email.
Se il commercialista chiede la traduzione
Può succedere che chieda una traduzione in italiano dei documenti. Non è sempre necessario e dipende molto da quanto è prudente il professionista.
Se te la chiede, dicci: sappiamo come si fa e quanto costa. Non è un ostacolo, è una pratica.
Due cose che non si detraggono
Il viaggio e l'alloggio. Volo, hotel e trasferimenti non sono spese sanitarie e non rientrano nella detrazione, anche se legati alla cura.
Le prestazioni puramente estetiche senza finalità sanitaria documentata. Su faccette e trattamenti estetici la questione va valutata caso per caso, e dipende da cosa è scritto in fattura: te lo chiariamo alla valutazione, sul tuo caso e non in generale.
Il consiglio pratico
Parlane col tuo commercialista prima del trattamento, non a maggio dell'anno dopo. Cinque minuti di telefonata ti dicono se hai capienza, se ti serve la traduzione e come conviene intestare la fattura in caso di familiari a carico. Sono le tre cose che, scoperte dopo, non si sistemano più.