Una giornata dentro la clinica DentalCare One di Tirana
Dalle sette del mattino, quando arriva il primo paziente italiano, alle sette di sera, quando il laboratorio finisce l'ultima corona. Cosa succede davvero in una giornata normale.

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La domanda che ci fanno più spesso al telefono non è sui prezzi. È: «ma com'è, lì?». È una domanda ragionevole (stai per prendere un aereo per farti operare in un posto che hai visto solo in fotografia) e merita una risposta più lunga di «bellissimo, vedrà».
Questa è una giornata normale. Non quella del servizio televisivo: un martedì qualsiasi.
07:30 · arriva chi ha il volo presto
I voli da Bari e da Roma atterrano presto, e chi arriva la mattina stessa vuole cominciare subito. Il trasferimento dall'aeroporto sono venti minuti; la clinica apre prima dei pazienti proprio per questo.
La prima cosa non è la poltrona: è un caffè e la revisione del piano di cura. Quello che è stato scritto a Bari settimane prima si rilegge insieme, in italiano, riga per riga. Se nel frattempo è cambiato qualcosa (un dente che ha cominciato a fare male, una terapia nuova, un esame del sangue), è adesso che si dice, non dopo.
08:00 · la TAC, anche se ne hai già una
Se la TAC non è stata fatta in Italia, si fa qui. Ed è la ragione per cui in clinica c'è una cone beam e non solo un ortopantomografo: la panoramica è una fotografia piatta di una cosa che piatta non è. Dice che manca un dente; non dice quanto osso c'è dietro, di che densità, e dove passa il nervo alveolare inferiore.
Su quella immagine si conferma, o si corregge, il numero di impianti. Capita di correggerlo: è il momento in cui, se serve un innesto che non era previsto, si dice prima di cominciare e si riparla del preventivo. Non a lavoro fatto.
09:00 · la sala operatoria
La chirurgia implantare si fa in una sala dedicata, non sulla poltrona dei controlli. Sono due ambienti diversi con due preparazioni diverse, e non è pignoleria: è il motivo per cui il campo resta sterile.
Un impianto singolo dura poco, spesso meno di quanto sia durata l'attesa. Un'arcata completa è un'altra cosa: si va per ore, con la dima costruita sulla TAC che porta la fresa esattamente dove è stato pianificato al computer. Sulle arcate quella dima non è un vezzo tecnologico: l'inclinazione degli impianti posteriori decide se la protesi si potrà avvitare o no, e pochi gradi di errore non si recuperano.
Si esce con l'anestesia ancora attiva e con un foglio: il protocollo postoperatorio, in italiano, con cosa prendere e a che ora. Non è un depliant, è la terapia.
11:30 · al piano di sotto, il laboratorio
Mentre in sala si opera, sotto si lavora sulle protesi. È qui che la clinica si differenzia di più da uno studio che manda tutto fuori, e la differenza si vede sui tempi: una prova che non convince (il colore è di un tono, il margine non chiude), torna in laboratorio e ritorna su nel pomeriggio.
Quando il laboratorio è esterno, quello stesso ritocco è un giro di consegne di due o tre giorni. Su un soggiorno di cinque giorni quei tre giorni non ci sono: o si accetta il primo risultato, o si torna in Albania un'altra volta. È per questo che il laboratorio interno non è una voce da brochure, è il vincolo che rende possibile lavorare per finestre.
14:00 · le prove, che è la parte lenta
Il pomeriggio è delle prove protesiche, ed è la fase in cui si va piano apposta. Si prova la struttura, si guarda come chiudono i denti, si controlla dove batte il carico. Poi si riprova.
È la parte che i pazienti trovano noiosa e che noi non accorciamo: una corona bella che distribuisce male il carico è una corona che, a tre anni, ti fa saltare qualcos'altro. Il dottor Zarroli su questo è insistente in modo quasi fastidioso, e ha ragione lui.
16:00 · i controlli, e le videochiamate
Nel tardo pomeriggio ci sono i controlli dei pazienti in corso di trattamento, e le videochiamate con chi in clinica non è ancora arrivato: qualcuno vuole vedere gli ambienti prima di prenotare il volo, qualcun altro ha una domanda che al telefono non si risolve.
Le facciamo. Costa dieci minuti e risparmia a entrambi un viaggio deciso male.
19:00 · quello che resta da fare
A fine giornata si chiudono le cartelle e si preparano i documenti di chi riparte: fattura, documentazione fiscale per il 730, il passaporto implantare con marca e lotto di quello che è stato messo, e la data del controllo a Bari.
Quest'ultima è la riga più importante del foglio. È quella che distingue un trattamento da una transazione.
Cosa non vedi in questa descrizione
Non vedi le attese. Ci sono, come in ogni struttura in cui lavorano persone: un intervento che dura più del previsto sposta indietro tutto il pomeriggio. Non vedi nemmeno i casi in cui si cambia il piano a metà, perché l'osso in bocca è diverso da quello sulla TAC: succede, ed è una delle ragioni per cui i preventivi seri hanno una forbice.
E non vedi la parte peggiore del lavoro: dire a qualcuno che è arrivato con una speranza precisa che nel suo caso non è realistica. Capita, e la si dice.
Se vuoi vederla davvero, la clinica, le foto sono qui e il video del giro completo pure. Se preferisci una videochiamata in diretta, chiedila.