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Casi documentati

Chi arriva con la dentiera: cosa troviamo, e cosa si può fare

12 settembre 2026·6 min di lettura ·DentalCare One

È la richiesta più carica di aspettative che riceviamo. La risposta dipende da una cosa sola, ed è quanto osso è rimasto dopo anni di protesi mobile.

La sala operatoria dove si eseguono le riabilitazioni su impianti

«Voglio togliermi la dentiera» è, insieme a «voglio poter mangiare una bistecca», la frase che sentiamo più spesso. È anche la richiesta con dentro più aspettativa, e per questo merita la risposta più precisa possibile.

La risposta breve: nella maggior parte dei casi si può. La risposta lunga dipende da un solo numero, e non è il prezzo.

Il numero che decide tutto: l'osso rimasto

L'osso mascellare e mandibolare esistono per sostenere i denti. Quando i denti non ci sono più, l'osso comincia a riassorbirsi: è un processo fisiologico, progressivo, e non si ferma.

Una dentiera non lo rallenta. Anzi: appoggiando sulla gengiva esercita una pressione che in alcune zone accelera il riassorbimento. È il motivo per cui una protesi mobile che dieci anni fa stava ferma oggi balla: non è la protesi che è cambiata, è la base sotto.

Quindi: più a lungo hai portato la dentiera, meno osso trovi. Ed è la ragione per cui, quando qualcuno ci scrive «ci penso ancora un anno», rispondiamo che un anno di attesa costa in osso.

Cosa si vede alla valutazione, e cosa serve la TAC

Alla valutazione a Bari si fa la panoramica, che dà un'idea dell'altezza ossea residua e della situazione generale. È abbastanza per capire se il caso è semplice, complesso o borderline.

Non è abbastanza per contare gli impianti. Per quello serve la TAC cone beam, che dà il volume: quanta osso c'è in larghezza, non solo in altezza, e dove passano le strutture da rispettare: il seno mascellare sopra, il nervo alveolare sotto.

Chi ti dice «quattro impianti» prima di aver visto una TAC sta indovinando. Sui casi da dentiera indovina spesso male, perché è esattamente la situazione in cui l'osso manca.

I tre scenari

Osso sufficiente. Si procede con la riabilitazione su impianti, quattro o sei per arcata a seconda della distribuzione. Come lo prepariamo.

Osso insufficiente in alcune zone. Servono procedure aggiuntive: innesto osseo, oppure rialzo del seno mascellare nei settori posteriori superiori. Sono voci a sé del preventivo, allungano i tempi di mesi, e vanno messe in conto prima. Un preventivo che non le nomina su un caso da dentiera decennale è un preventivo che crescerà.

Osso molto compromesso. Ci sono casi in cui il fisso su impianti richiederebbe una chirurgia ricostruttiva sproporzionata. Qui l'alternativa onesta esiste ed è l'overdenture: una protesi ancorata su due o quattro impianti, che si toglie per l'igiene ma non balla e non si toglie da sola. Non è il fisso, ma cambia la vita rispetto a una dentiera che si muove, e costa molto meno.

Cosa cambia davvero, nella vita di tutti i giorni

Le cose che ci dicono i pazienti dopo, in ordine di quanto le nominano:

  • Il gusto. Una dentiera superiore copre il palato, e il palato serve a percepire i sapori. Toglierla è la cosa che sorprende di più.
  • La sicurezza in pubblico. Non pensare più a cosa succede se si muove mentre parli.
  • La forza masticatoria. Aumenta molto, ma non torna quella dei denti naturali. È giusto saperlo prima.

Cosa NON promettiamo

Che sia indolore: è chirurgia, e nei giorni dopo c'è gonfiore.

Che sia veloce: fra chirurgia e definitivo passano dai tre ai sei mesi, e nel frattempo si porta un provvisorio fisso avvitato. Chi promette il definitivo in ventiquattro ore su un caso da dentiera sta parlando d'altro.

Che si possa fare in tutti i casi. Alla valutazione lo diciamo, e a volte la risposta è di aspettare o di fare altro.

Il passo successivo

La prima cosa da fare è una radiografia

Non un preventivo. Alla valutazione a Bari si guarda quanto osso è rimasto e si capisce quale dei tre scenari è il tuo. Gratis, e senza impegno.

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